scimmia

La vergogna dei test TFA

23 agosto 2012

Così, dopo un mese di proteste, il Ministero della Pubblica Istruzione ha riconosciuto che molti test di preammissione ai Tirocini Formativi Attivi erano fatti male: che contenevano domande mal poste, a cui corrispondevano talvolta risposte sbagliate. Lo ha ammesso tardi, quando ormai tutti i test erano stati somministrati, valutati, e chi era stato respinto ingiustamente era magari partito per le vacanze. Lo ha ammesso a inizio agosto, ci ha messo altri 15 giorni a “chiudere la procedura di verifica”, insomma a far sapere chi è passato e chi no, e a inizio settembre cominciano gli orali: molti candidati che due settimane fa risultavano respinti e ora ammessi non avranno comunque tempo per prepararsi adeguatamente. Per questo pasticcio, che sarebbe scandaloso se non fosse quasi la routine, non è chiaro chi pagherà. Temo nessuno.

Nessuno indennizzerà le estati rovinate di migliaia di studenti e precari: alcuni di loro abbandoneranno l’insegnamento, non per mancanza di preparazione o vocazione, ma perché un test a crocette era sbagliato. A frittata combinata, il Ministero ha avuto la compiacenza di informarci che i test comunque erano stati messi assieme da ‘esperti’ della passata gestione: la colpa insomma anche stavolta è del governo precedente. Il nuovo dicastero si sarebbe limitato a ereditare le buste sigillate, senza nemmeno porsi il problema di verificare cosa ci fosse dentro? A questo punto la lunga attesa per conoscere finalmente date e luoghi dei test non si capisce a cosa sia servita: forse a tenere alta la suspense.

Un’altra volta magari mi piacerebbe discutere sul perché gli stessi enti così fortemente persuasi della necessità di filtrare tutto attraverso test chiusi e meccanizzati – il MIUR, l’INVALSI – alla prova dei fatti molto spesso non riescono a produrne di decenti: come se anche chi si dice convinto della bontà dello strumento lo sottovaluti, lo consideri alla fine dei conti robaccia da demandare alla bassa manovalanza: coi risultati che si vedono. Un’altra volta ne riparleremo. Stavolta vorrei far passare un messaggio molto più semplice e diretto: ministro Profumo, non potrebbe almeno vergognarsi un po’?

In uno Stato decente, in una situazione ordinaria, per un pasticcio così ci si dimette, ministro; e forse lei potrebbe mostrare una residua decenza, potrebbe almeno provarci. Non renderà il tempo perso a migliaia di persone; probabilmente non ridarà loro fiducia nel sistema educativo pubblico; forse però restituirebbe a chi ha ancora voglia di crederci l’immagine di un governo che si preoccupa della formazione non solo a parole, senza delegarla a un pool di scimmie neanche tanto ammaestrate, Ministro, neanche tanto ammaestrate. http://leonardo.blogspot.com

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