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Ministro, i libri di testo hanno i giorni contati?

11 ottobre 2012

Ieri il ministro dell’istruzione ha avuto il coraggio e forse l’imprudenza di calarsi nella bolgia degli studenti accorsi al PalaEur di Roma a discutere di nuove tecnologie e vecchia scuola, il solito problema. Prima di lui ragazzi e insegnanti erano saliti sul palco a raccontare storie di innovazione che malgrado tanti ostacoli nella nostra scuola sono ancora possibili. L’entusiasmo era palpabile e forse contagioso, tanto che il ministro a un certo punto ha lasciato intendere che i libri scolastici, i pesanti e costosi libri scolastici cartacei, hanno i giorni contati. Almeno nella diretta si è capito così.

Può sembrare un’affermazione azzardata, ma in fondo il ministro era circondato da studenti e insegnanti ansiosi di dimostrare che una scuola diversa è possibile. Una scuola non senza libri, ma senza i testi convenzionali, con le loro appendici che spesso rimangono nel cellophane per trienni. Nel frattempo dalla Germania arriva la notizia di un nuovo ebook reader: costo al dettaglio, dieci euro. Se si considera che il materiale didattico disponibile su internet sta crescendo in modo esponenziale (e lentamente sta aumentando anche la qualità), la conclusione appare obbligata: i libri scolastici hanno davvero i giorni contati, che ai ministri piaccia o no. Alcune scuole ne stanno già facendo a meno con successo. Nei prossimi anni non potranno che aumentare. Per alcuni insegnanti sarà uno choc: per altri, una liberazione. Per i genitori, comunque vada, sarà un risparmio.

Approfitto di questo spazio per rivolgere al ministro una domanda che ieri avrei voluto fare: so che oltre ai libri, anche i registri cartacei hanno i giorni contati. Lo so da quasi trent’anni, da quando andavo ancora alla scuola dell’obbligo e al cinema c’era Wargames, con Matthew Broderick che mostrava le sue doti di hacker da casa alzandosi i voti sul… registro elettronico. Già nel 1983 non sembrava più fantascienza. Trent’anni dopo lavoro nella stessa scuola dell’obbligo e del registro elettronico ancora nessuna traccia. Anche se molti insegnanti in realtà se lo sono fatto in proprio: dopotutto basta un foglio elettronico, niente di particolarmente elaborato.

Ministro, quando arriva il registro elettronico? Presto, lo so. Spero che sia facile da usare, e che si lascerà comunque qualche anno di tempo a chi per trent’anni ne ha usato uno di carta. Spero che non costi tanto, e che non sia una piattaforma macchinosa e inutile. Perché davvero, basterebbe un foglio elettronico. Niente di particolarmente elaborato. Magari qualche insegnante più bravo di altri lo ha già messo a punto, magari ve lo mostra volentieri. http://leonardo.blogspot.com

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